atlas

Alla Fondazione Prada è impossibile rimanere distanti.
I ballerini del progetto Atlante del gesto si articolano in cinque momenti interpretativi: Origine, Rituale, Annuncio, Gravità e Nudità, abitando altrettanti spazi contemporaneamente.
Lo spettacolo coinvolge lo spettatore attraverso dei gesti che rincorrono chi guarda intersecandone talvolta il passo: i protagonisti interagiscono tra loro in maniera angelica e suadente, i suoni accompagnano la magia delle scene.
Una prima sensazione di essere fuori posto lascia presto il passo alla sorpresa di fare quasi parte della coreografia.

Il corpo di ballo esercita una fisicità che ci percorre come un fremito, altrove ballerini non professionisti si scambiano abbracci lunghi e morbidi, mentre al piano superiore coppie di genitori con i propri figli inscenano un ballo commovente. Una danzatrice solitaria esplora le frontiere del gesto, mentre altrove, in luce, una madre e il figlio spostano i corpi mantenendo vivo e perpetuo il senso della comunicazione fra loro. Alcune coppie si muovono come nelle tecniche di recitazione del metodo Stanislaski, in cui si insegna a conoscere il corpo esplorando ogni movimento come se fosse la prima volta.

Tutto porta a una franca ammirazione per il progetto di Virgilio Sieni, non immediata, magari, ma profonda. L’edificio, originariamente una distilleria del Novecento, è una cattedrale ampia, una sorta di luogo di preghiera moderno: la Fondazione Prada celebra la bellezza di Milano. Mentre si sale ammirati verso il secondo piano intravedo la Torre d’oro: l’impressione che ne ricavo è che da quella altezza si vedano cose che possono abitare solamente il sogno, come l’idea folle di un mare impossibile.

It’s impossible to remain indifferent at Fondazione Prada. The dancers of the Atlante del gesto (The Atlas of Gesture) project perform five choreographed actions – Origine (Origin), Rituale (Ritual), Annuncio (Announcement), Gravità (Gravity), and Nudità (Nudity) – which take place simultaneously in five different spaces. The show engages you through sequences of movements that sometimes cross your path. The performers interact in an angelic, persuasive way while the music accompanies the magic created by the scenes. Initially feeling out of place, you, the spectator, quickly realize with surprise that you are almost part of the choreography.The physicality of the corps de ballet gives you chills. Elsewhere, non–professional dancers exchange long, languid embraces, while on the upper level pairs of parents with their children perform a touching dance. A solitary dancer explores the frontiers of gesture, while in another space, bathed in light, a mother and son move their bodies while preserving a sense of communication between them.
Several couples move in the style of the
Stanislavski acting method, which teaches physical awareness by exploring each gesture as if it were done for the very first time.After seeing the work, my admiration for Virgilio Sieni‘s project has frankly grown. The building, formerly a distillery in the 20th century, is a spacious cathedral of modern prayer where Fondazione Prada celebrates the beauty of Milan. As I walk up to the second floor, admiring the view, I catch a glimpse of the Gold Tower: it seems from that height one sees things that only exist in dreams, like the crazy idea of an impossible sea.

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