eternauta

 

fuori asse

 

Il servizio di meteorologia avverte: “Sta cadendo una neve chimica, in questi giorni: dobbiamo ripararci”. Ecco quanto riferiscono alcuni articoli, per me di poco conto giornalistico, che descrivono una nevicata maledetta di fiocchi incatramati di alchemiche malattie”. Sembra uno scherzo alla Orson Wells, ma non è così. Non so bene se sia vero, né come potersi riparare dalla nevicata.
Era il 1957 quando se ne parlò la prima volta, ma era in Argentina, ed era sullepagine di un periodico che pubblicava a strisce orizzontali le tavole scritte da Hector Oesterheld e disegnate da Solano Lopez. Ed era fantascienza. Per una volta gli alieni non invadono New York o Los Angeles, colpendo gli Stati Uniti come fossero gli unici combattenti al mondo. Questa complessa invasione colpisce il mondo intero.
Se dovessi dare una forma a questo meraviglioso racconto, che nasce per la rivista «Hora Cero Semanal» sul finire degli anni ’50, sarebbe un otto. Avrebbe la forma dell’infinito, ed è sorprendente perché la suspence tiene il lettore (che non dev’essere per forza un lettore accanito di fumetti!) sospeso tra la curiosità più vivida e la pienezza della soddisfazione scenica, fino all’ultima pagina.
Vari editori, dalla prima pubblicazione in avanti, hanno avuto la genialità e il privilegio di ospitare questo capolavoro: anche «Lanciostory» ha pubblicato L’Eternauta. Poi però questioni di diritti ne hanno bloccato la diffusione fino all’opera della 001 Edizioni, che recupera le tavole originali ripulendole dal fosco inchiostro e ridando luce alla narrazione.
L’Eternauta è il più godibile manuale di sopravvivenza mai scritto: la lotta per la vita all’interno del racconto
farebbe impallidire qualsiasi serie americana dedicata all’ostilità degli invasori alieni.
Visto le ultime tendenze cinematografiche, che in fatto di extraterrestri si sono spostate dal monumentale e divertente Independence Day a generi misti come lo steampunk e il thriller, con toni di splatter e di comicità (cito le serie cult Supernatural o X files, ma ce ne sono di ogni tipo, distopiche e ucroniche!) direi
senza dubbi che L’Eternauta è una rivelazione: benchè il sottotesto del racconto  sia dedicato alla situazione politica argentina di quegli anni e possa essere applicato a ogni tipo di dittatura, anche intergalattica, è assolutamente quanto di più moderno si possa leggere, e i tempi narrativi, proprio per la costituzione
divisa in puntate, è una delle più avvincente mai scritte. Chissà se l’avesse letto Meliès!
L’Eternauta: comprate L’Eternauta. È la forma di memoriale più fantascientifica e meravigliosa per ricordare che di fronte a un nemico duro ci si deve alleare, che davanti alla dittatura bisogna combattere,
per sopravvivere in ogni sistema ci si deve battere, come fanno i protagonisti del capolavoro argentino.
Poi comprate una tuta isolante e un casco da palombaro, chiudete ogni porta, sigillatela, magari, e fate rifornimento di cibo, acqua e, se potete, di armi.
Sarete pronti per godervi la lettura di questo capolavoro, restando tranquilli di fronte alle nevicate chimiche e pericolose di questi tempi cupi.

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